Lo scenario energetico nazionale: nel mezzo della transizione?

cupola-duomo-firenzeUna buona conoscenza delle grandenzze e delle tendenze in atto nel settore energetico è un elemento imprescindibile per valutare attentamente le politiche pubbliche che devono essere adottate da un governo o domandate dai vari stakeholder.

Per questo ho raccolto nella presentazione che potete scaricare qui una sintesi del sistema energetico italiano e del più ampio contesto internazionale, in cui il nostro paese e la nostra economia devono muoversi.

Si tratta della presentazione che ho utilizzato lo scorso luglio durante un convegno della FIMCA CISL a Firenze, che ringrazio per avermi invitato e che mi auguro abbia tratto giovamento per la definizione delle sue iniziative a favore del mondo del lavoro, consapevole dei limiti in cui è necessario muoversi.

Dai dati emerge chiaramente come il settore dell’energia abbia conosciuto negli ultimi anni in Italia un significativo ridimensionamento in termini di prodotto complessivo, un cambiamento nella ripartizione fra i vari sotto-settori e una riduzione del valore aggiunto. Molte imprese si trovano in difficoltà e hanno dovuto modificare le proprie attività o chiudere. Il settore ha anche iniziato la transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio, ma sebbene le emissioni di CO2 siano calate e il peso delle rinnovabili sia aumentato, molto resta da fare se si vogliono rispettare gli impegni presi in materia di cambiamento climatico.

A meno che non si speri in altri sette anni di vacche magre per l’economia del nostro paese. O non si ritenga utile rinegoziare quegli impegni.

Qui è possibile scaricare la presentazione.

Ps: nelle ultime diapositive è disponibile una lista di documenti molto interessanti, quasi tutti liberamente disponibili su internet, che contengono numerose informazioni e analisi per chi volesse approfondire.

Sussidi alle rinnovabili: una prima valutazione ex-post

A comprehensive ex‐post assessment of the Italian RES policy: deployment, jobs,   value added and import leakages - IEFESegnalo un interessante studio realizzato da Mattia Cai, Niccolò Cusumano, Arturo Lorenzoni e Federico Pontoni per IEFE, dal titolo A comprehensive ex‐post assessment of the Italian RES policy: deployment, jobs,  value added and import leakages.

Nel complesso, occorre premettere, le politiche di sussidio hanno consentito di raggiungere in anticipo – complice la crisi – livelli di penetrazione nel paniere energetico in linea con gli obiettivi UE al 2020, grazie all’erogazione di incentivi nell’ordine di grandezza dei 10 miliardi di euro all’anno.

Figure 1: Evolution of RES installed capacity in Italy

Figure 2 annual cost of incentives 2008-2018

Al di là dell’impatto sul paniere energetico, l’avvio delle politiche di sostegno alle rinnovabili è stato nondimeno accompagnato da stime di impatto (industriale, commerciale, occupazionale) molto, molto ottimistiche. Gli autori propongono una prima analisi ex-post, dati alla mano, dell’impatto dei sussidi introdotti in Italia negli ultimi decenni.

Senza sorprese per chi ha seguito il fenomeno in questi anni, ne emerge un quadro molto diverso dalle aspettative ufficiali: la maggior parte dei posti di lavoro creati appartengono al settore dei servizi e non a quello industriale e il valore aggiunto è stato molto inferiore alle previsioni a causa del saldo pesantemente negativo nel commercio con l’estero di componentistica.

Figure 3 – Demand for goods and services resulting by CIM phase of new RES plants (2011 prices)

Focus trimestrale sicurezza energetica – Q1 e Q2 2016

Focus trimestrale sicurezza energetica - Q1 e Q2 2016È stato reso pubblico il focus sulla sicurezza energetica relativo al primo e secondo trimestre del 2016, realizzato per l’Osservatorio di Politica Internazionale (Senato, Camera e MAE).

Dopo un primo capitolo dedicato all’analisi del contesto internazionale, il secondo capitolo del Focus è dedicato all’analisi dei consumi energetici, con particolare attenzione al gas naturale e al suo approvvigionamento. Questi due capitoli sono realizzati dal sottoscritto.

Il capitolo terzo è invece dedicato all’offerta e, nello specifico, alle politiche dei Paesi produttori di gas naturale e dei Paesi di transito dei gasdotti attualmente in funzione o in fase di progettazione/realizzazione. Ai recenti sviluppi del sistema di infrastrutture di trasporto e alle prospettive di realizzazione di nuovi progetti è poi dedicato il capitolo quarto. Questi due capitoli sono realizzati da Carlo Frappi.

Sono presenti infine un approfondimento di Federico Franchina dedicato alle relazioni commerciali Italia-Iran dopo le fine delle sanzioni internazionali.

Un GR dal futuro – La Turchia e l’approvvigionamento europeo

GR1 - 17/07/2016 - 19:00Forse grazie alle nuove risorse garantite dal canone in bolletta, la Rai manda in onda i GR del futuro. O almeno, così è parso di capire ieri sera.

Con ordine. Fallito golpe in Turchia. Analisi di rito sulle ricadute, con intervista nel corso del GR1 delle 19:00 (minuto 9:53) all’economista Giorgio Barba Navaretti. Preceduto da un’introduzione del giornalista che conduce l’edizione e fa riferimento alla strategicità della Turchia per l’Europa in quanto “corridoio di transito strategico per il gas e il petrolio verso l’Europa”. A rincarare la dose, ci pensa l’intervistatrice.

Letteralmente:

D: “La Turchia è uno degli snodi fondamentali anche per il gas e per il petrolio che arrivano in Europa. Potrebbe esserci un aumento dei prezzi a breve?”

R: “L’incertezza politica anche in questo caso può avere degli effetti sui prezzi. Se ci fossero, spero che siano degli effetti di breve periodo.
Quanto un’effettiva riduzione dei flussi di gas e di petrolio attraverso la Turchia, sono difficilmente ipotizzabili, a meno che non avvengano degli eventi politici davvero devastanti e catastrofici.”

Bene. Quindi, delle due, una: o siamo nel 2016 e il gas importato in UE attraverso la Turchia ammonta a meno di un miliardo di metri cubi (ossia lo 0,15% del gas consumato in UE), oppure ci troviamo nel 2026, quando il Corridoio meridionale del gas – l’insieme di gasdotti che porterà il gas azerbaigiano fino in Puglia, attualmente in costruzione – sarà ultimato. Allora, dovrebbe in ogni caso fornire il 2% di tutto il gas consumato in UE, ma transeat: in quel momento potrebbe perfino avere sul serio delle conseguenze per i prezzi in Sud Europa.

Quanto al petrolio, a onor del vero la Turchia è Paese di transito per l’esportazione di gran parte del petrolio azerbaigiano, per lo più diretto in UE (e soprattutto in Italia). Ma si tratta di quantità assolutamente marginali rispetto al mercato globale: 0,75 milioni di barili al giorno nel primo trimestre 2016, ossia lo 0,7% dei consumi mondiali. Non esattamente un quantitativo in grado di sbilanciare un mercato globale in eccesso strutturale di offerta.

Insomma, la Turchia non è esattamente un Paese-chiave per l’approvvigionamento europeo. Almeno, non oggi. E non fintanto che non sarà realizzato il Corridoio meridionale del gas.

INFOGRAFICA – Consumi energetici delle principali economie

INFOGRAFICA - Consumi energetici: mondoInfografica mondo – alta risoluzione INFOGRAFICA - Consumi energetici: ItaliaInfografica Italia – alta risoluzione
INFOGRAFICA - Consumi energetici: GermaniaInfografica Germania – alta risoluzione
INFOGRAFICA - Consumi energetici: FranciaInfografica Francia – alta risoluzione
INFOGRAFICA - Consumi energetici: Regno Unito

Infografica Regno Unito – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: Stati Uniti

Infografica Stati Uniti – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: Cina

Infografica Cina – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: IndiaInfografica India – alta risoluzione
INFOGRAFICA - Consumi energetici: RussiaInfografica Russia – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: Giappone

Infografica Giappone – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: Brasile

Infografica Brasile – alta risoluzione

INFOGRAFICA - Consumi energetici: Sud Africa

Infografica Sud Africa – alta risoluzione