Terna: RAB e priorità di investimento

IEW - Mendl’s patisserie and the Country of NimbyLa trasmissione di energia elettrica in Italia è svolta da Terna, la società costituita nel 1999 all’interno di Enel e passata successivamente sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti (Enel è uscita definitivamente nel 2012).

Terna opera in regime regolato, data la natura particolare del servizio che svolge, e per attrarre investimenti la legge prevede un meccanismo di remunerazione predeterminata, chiamata Regulatory Asset Base, il cui costo finisce nelle bollette.

Il meccanismo consente grandi volumi di investimenti, ma crea degli effetti distorsivi molto rilevanti, come mette in luce un post dell’ISPI Energy Watch, Mendl’s patisserie and the Country of Nimby.

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3 risposte a Terna: RAB e priorità di investimento

  1. Riccardo Gallottini dice:

    é per questo che l’AEEGSI per i nuovi periodi regolatori sta pensando a meccanismi di incentivi input output based al fine di evitare sovra remunerazione. A questo si potrebbe aggiungere per alcuni settori (es. distribuzione) l’introduzione di costi standard al fine di evitare extra profitti.
    Va bene valutare meccanismi di CBA per i nuovi investimenti anche se attenzione al WACC. un tasso di WACC basso sommato ai meccanismi di cui sopra comporta l’uscita dai mercati di numerosi investitori.
    E’ questo il trade off su cui l’AEEGSI dovrà calibrare le scelte future di politica regolatoria.

  2. La cosa non è facile, tanto più che il sistema elettrico sta fronteggiando una domanda calante e costi per certi aspetti crescenti. Questo implica necessariamento un aumento delle tariffe, che risulta politicamente poco felice.
    Quello che nell’articolo si voleva sottolineare è che si dovrebbe evitare di rendere gli investimenti in infrastrutture scommesse troppo facili per gli investitori.
    Quanto poi alla valutazione della loro necessità e utilità per il sistema, qui il punto è complesso e mi pare che l’AEEGSI, ma non solo, stia definitivamente abbandonando l’idea del capping a favore di un presunto controllo molto ravvicinato delle scelte di investimento dell’impresa regolata.
    Stiamo attenti al regulatory capture e al capital hold-up.

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