L’Azerbaigian e il Corridoio meridionale

Il tema della diversificazione degli approvvigionamenti europei di gas e del potenziale ruolo del Corridoio meridionale del gas tornano ciclicamente alla ribalta con l’arrivo della stagione fredda.

Pipeline Politics in Southeastern Europe (© Center for American Progress)

L’Azerbaigian, agli onori delle cronache in questi giorni per il tragico incidente alla piattaforma di Guneshli, è al momento l’unico fornitore di gas per il Corridoio meridionale, destinato a portare 10 Gmc all’anno di gas in UE, di cui 8 in Italia attraverso il TAP.

Per chi volesse approfondire al questione, tra i tanti volumi pubblicati sul tema, segnalo Azerbaijan and the New Energy Geopolitics of Southeastern Europe, curato da Margarita Assenova e Zaur Shiriyev. Nonostante nel taglio traspaiano inevitabilmente gli incarichi istituzionali dei due curatori, i contenuti sono ricchi di informazioni e di spunti.

Dalla prospettiva italiana, forse il capitolo più interessante è quello dedicato alla costa orientale dell’Adriatico: The Southern Gas Corridor’s Adriatic Prospects: Slovenia, Croatia and Montenegro, di Fabio Indeo dell’Università di Camerino. Spesso negletta, la sponda balcanica dell’Adriatico è destinata da un significativo sviluppo economico e infrastrutturale, che può avere ricadute di rilievo anche per l’Italia.

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