SEN 2017 – Audizione a Montecitorio

Strategia Energetica Nazionale, audizione a MontecitorioMercoledì 10 maggio le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive hanno svolto l’audizione dei ministri dello Sviluppo economico (Carlo Calenda) e dell’Ambiente (Gian Luigi Galletti) che hanno illustrato la presentazione della Strategia energetica nazionale, a cui seguiranno trenta giorni di consultazione pubblica prima della pubblicazione.

Le slides della presentazione sono scaricabili qui.

Le 10 compagnie petrolifere più grandi al mondo – 2016

EI - 2016 Petroleum Intelligence Weekly Top 10Energy Intelligence – editore del Petroleum Intelligence Weekly – ha pubblicato l’edizione 2016 della consueta classifica delle 50 compagnie petrolifere più grandi al mondo. La classifica si basa su sei criteri: produzione di petrolio e di gas, riserve di petrolio e di gas, vendite di prodotti e capacità di raffinazione.

Online è possibile visualizzare le prime 10 posizioni. Come negli ultimi 27 anni, al primo posto si trova Saudi Aramco. Uguale all’anno scorso anche la seconda posizione dell’iraniana NIOC, mentre in terza posizione alla cinese CNPC si affianca a parimerito la statunitense ExxonMobil, l’anno scorso quarta. La venezuelana PDVSA si conferma quinta, mentre la britannica BP e la russa Rosneft salgono in sesta posizione, a parimerito. L’anglo-olandese Royal Dutch Shell perde due posizioni, posizionandosi ottava, mentre infine la russa Gazprom e  la francese Total si riconfermano rispettivamente nona e decima.

Arbitrato Gazprom/Naftogaz: decisione posticipata

Gazprom hikes Ukraine claim to $37 billion, says verdict due June 30Dal giugno 2014, Gazprom e Naftogaz sono impegnate in una battaglia legale relativa ai contratti di fornitura di gas del 2009 (semplificando, gli ucraini vogliono una riduzione dei prezzi, i russi il pagamento dei volumi non ritirati), nonché ai diritti di passaggio relativi ai flussi di esportazioni diretti in UE attraverso la rete ucraina.

Secondo quanto riportato da Platts, dopo una ripetuta escalation, il totale delle compensazioni richieste da Naftogaz sarebbe pari a 30 miliardi di dollari, mentre le richieste di Gazprom ammonterebbero a 45 miliardi di dollari.

A decidere, come da termini contrattuali, sarà la corte arbitrale di Stoccolma, che avrebbe dovuto prendere una prima decisione entro la fine di aprile, ma che secondo gli aggiornamenti avrebbe preso tempo fino alla fine del prossimo giugno.

Per avere un quadro dettagliato della vicenda, segnaliamo un report di Platts realizzato da Stuart Elliott e Fabio Reale (da cui è tratta l’infografica riportata qui sotto).

Gazprom vs Naftogaz: gas war to be settled in Stockholm? (Stuart Elliott e Fabio Reale, Platts)

Commissione vs Gazprom: pubblicati gli impegni

Gazprom’s proposed measures to remedy competition concernsIl procedimento della Commissione europea contro Gazprom per abuso di posizione dominante, avviato nel 2012, sembra finalmente giunto a un punto di svolta. La DG Comp ha infatti oggi pubblicato e messo in consultazione le proposte formulate da Gazprom per conciliare le proprie pratiche commerciali in Europa orientale con la normativa europea.

Per quanto riguarda la rivendita, Gazprom si impegna, tra l’altro, ad eliminare per sempre sia le limitazioni esplicite (e.g. divieto di riesportazione o clausole di destinazione), sia disincentivi al re-export (e.g. diritto per la stessa Gazprom a partecipare ai relativi utili).

Per quanto riguarda i prezzi, Gazprom si impegna a rivedere le clausole sulla revisione, introducendo tra l’altro benchmark competitivi (tra cui “i prezzi medi ponderati alla frontiera di Germania, Francia e Italia” e l’andamento degli hub liquidi dell’Europa Continentale) e aumentando la frequenza e la rapidità delle revisioni.

Formalmente la questione non è ancora del tutto chiusa, Gazprom ha ancora tanti avversari, a cominciare dal Governo polacco. Tuttavia la pubblicazione della consultazione e la nota di accompagnamento della Commissaria Margrethe Vestager sono un’indicazione piuttosto chiara: “Riteniamo che gli impegni di Gazprom consentiranno il libero flusso di gas nell’Europa centrale e orientale a prezzi competitivi. Questi impegni vanno incontro ai nostri timori in fatto di concorrenza e forniscono una soluzione lungimirante, in linea con le norme dell’UE. Di fatto concorrono a una migliore integrazione dei mercati del gas nella regione”.

TurkStream – Firmato il contratto con Allseas

turkstreamGazprom ha annunciato la firma con la svizzera Allseas del contratto per la posa della prima linea del gasdotto TurkStream, che collegherà le coste russe a quelle turche passando sui fondali del Mar Nero.
Nella strategia russa, il gasdotto ha sostituto il progetto South Stream, dopo la decisione di cancellare quest’ultimo a fine 2014. Le tensioni russo-turche del 2015 avevano però portato a un congelamento di TurkStream, che ora sembra invece aver trovato nuovo slancio e la cui posa dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2017.

La scelta di Allseas, che impiegherà la nave Pioneering Spirit, è avvenuta a scapito di Saipem, che aveva un contratto da due miliardi di euro per South Stream e che, fino alla rescissione annunciata da Gazprom a metà 2015, sembrava poter essere coinvolta nella posa di TurkStream.

Saipem e Gazprom hanno ancora un contenzioso aperto davanti alla Corte arbitrale di Parigi per la cancellazione del contratto di South Stream, per cui la società italiana ha chiesto una compensazione di 680 milioni di euro. Nel frattempo, per gennaio il primo trimestre è attesa una decisione sulla posa di Nord Stream 2, per cui Saipem è ancora in gara, anche se pure in questo caso Allseas, che ha già firmato una LOI per la prima linea con opzione per la seconda, parte avvantaggiata.

Un GR dal futuro – La Turchia e l’approvvigionamento europeo

GR1 - 17/07/2016 - 19:00Forse grazie alle nuove risorse garantite dal canone in bolletta, la Rai manda in onda i GR del futuro. O almeno, così è parso di capire ieri sera.

Con ordine. Fallito golpe in Turchia. Analisi di rito sulle ricadute, con intervista nel corso del GR1 delle 19:00 (minuto 9:53) all’economista Giorgio Barba Navaretti. Preceduto da un’introduzione del giornalista che conduce l’edizione e fa riferimento alla strategicità della Turchia per l’Europa in quanto “corridoio di transito strategico per il gas e il petrolio verso l’Europa”. A rincarare la dose, ci pensa l’intervistatrice.

Letteralmente:

D: “La Turchia è uno degli snodi fondamentali anche per il gas e per il petrolio che arrivano in Europa. Potrebbe esserci un aumento dei prezzi a breve?”

R: “L’incertezza politica anche in questo caso può avere degli effetti sui prezzi. Se ci fossero, spero che siano degli effetti di breve periodo.
Quanto un’effettiva riduzione dei flussi di gas e di petrolio attraverso la Turchia, sono difficilmente ipotizzabili, a meno che non avvengano degli eventi politici davvero devastanti e catastrofici.”

Bene. Quindi, delle due, una: o siamo nel 2016 e il gas importato in UE attraverso la Turchia ammonta a meno di un miliardo di metri cubi (ossia lo 0,15% del gas consumato in UE), oppure ci troviamo nel 2026, quando il Corridoio meridionale del gas – l’insieme di gasdotti che porterà il gas azerbaigiano fino in Puglia, attualmente in costruzione – sarà ultimato. Allora, dovrebbe in ogni caso fornire il 2% di tutto il gas consumato in UE, ma transeat: in quel momento potrebbe perfino avere sul serio delle conseguenze per i prezzi in Sud Europa.

Quanto al petrolio, a onor del vero la Turchia è Paese di transito per l’esportazione di gran parte del petrolio azerbaigiano, per lo più diretto in UE (e soprattutto in Italia). Ma si tratta di quantità assolutamente marginali rispetto al mercato globale: 0,75 milioni di barili al giorno nel primo trimestre 2016, ossia lo 0,7% dei consumi mondiali. Non esattamente un quantitativo in grado di sbilanciare un mercato globale in eccesso strutturale di offerta.

Insomma, la Turchia non è esattamente un Paese-chiave per l’approvvigionamento europeo. Almeno, non oggi. E non fintanto che non sarà realizzato il Corridoio meridionale del gas.