BP Statistical Review of World Energy 2012

BP Statistical Review 2012Il BP Statistical Review 2012 rappresenta la raccolta di dati sull’energia più ampia e completa tra quelle disponibili apertamente. Proprio in questi giorni è uscita, come da tradizione, l’edizione con i dati aggiornati all’anno scorso.

Tante le conferme delle tendenze in atto: consumi mondiali di energia in lieve aumento (a 12.275 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, +2,5% rispetto al 2010), trainati dalla Cina (2.613 Mtep, +8,8%), ormai stabilmente primo consumatore mondiale, e in misura minore dalla Russia (686 Mtep, +2,5%). Tendenza opposta invece per Stati Uniti (2.269 Mtep, -0,4%), Ue (1.691 Mtep, -3,1%) e Giappone (478 Mtep, -5,0%).

Per quanto riguarda la composizione dei consumi, cresce il peso delle rinnovabili diverse dall’idroelettrico (1,6% dei consumi mondiali di energia primaria, con l’Ue primo consumatore mondiale) e soprattutto del carbone (30,3% ), vero e proprio motore dello sviluppo mondiale, ormai prossimo a insidiare il primato del petrolio quale prima fonte (sceso quest’anno al 33,1%). In lieve calo l’idroelettrico (6,4%) e il nucleare (4,9%, sul quale ha pesato Fukushima), stabile il gas naturale (23,7%).

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MSE – Consumi di gas di aprile

Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento per l'EnergiaIn ripresa momentanea ripresa i consumi di gas naturale in Italia.
Il MSE ha pubblicato i dati dei consumi di gas naturale relativi al mese di aprile 2012, attestatisi a 5,2 Gmc (39 MJ/mc), in aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2011. L’incremento totalmente dovuto al picco nei consumi residenziali (+43%), mentre l’uso termoelettrico conferma il momento di crisi (-13%).
A livello aggregato, i consumi complessivi di gas nei primi 4 mesi del 2012 sono calati dello 0,9% (a 32 Gmc) rispetto allo stesso periodo del 2011.

GNL: Asia e spot in crescita

GIIGNL - The LNG Industry in 2011  Il mercato mondiale del GNL è cresciuto nel 2011 del 9,4%, arrivando a superare i 300 Gmc (240 milioni di tonnellate). Questo il dato è stato diffuso nel rapporto annuale di GIIGNL, l’associazione degli importatori di gas naturale liquefatto, e riportato da StaffettaQuotidiana.

A trainare la domanda sono stati i mercati Asiatici, spinti dalla crescita dei consumi cinesi (13,6 Mt, +36,1%), indiani (12,3 Mt, +37,4%), sudcoreani (35,6 Mt, 8,9%) ma soprattutto giapponesi (79,1 Mt, +11,6%), a causa dell’effetto-Fukushima. Stagnante invece il mercato europeo (65 Mt, +0,4%), con la crescita britannica che compensa le minori importazioni in Spagna, Italia e Turchia.

Guardando al lato dell’offerta, il Qatar è saldamente leader mondiale, con quasi un terzo del la produzione complessiva (75,4 Mt) e clienti sia in Europa sia in Asia. Al secondo posto i grandi produttori asiatici, Malesia (24,9 Mt) e Indonesia (21,9 Mt), in attesa che nei prossimi anni lo sviluppo dei giacimenti in Mozambico (entro il decennio la capacità di liquefazione nel Paese potrebbe arrivare a 30 Mt annue).

Il dato più interessante è l’aumento della quota di GNL scambiato su base spot e breve termine: 61,2 Mt (25,4% del totale scambiato), con un incremento del 50% che segue il +40% del 2010. La crescita del mercato spot è stata trainata dall’aumento imprevisto della domanda giapponese (arrivata 16 Mt, +120%) e ha dimostrato ancora una volta il potenziale di flessibilità di un mercato globale. In Europa invece gli scambi a breve si sono contratti a 12,3 Mt (-8,5%), dopo il boom del 2010 (+50,9%), scontando la contrazione della domanda finale nel 2011 (-10,7%).

 

MSE – Consumi di gas di marzo

Ministero dello sviluppo economicoIn attesa dei dati di aprile, il Ministero della sviluppo economico ha pubblicato i dati relativi ai consumi di gas del mese di marzo, che hanno fatto registrare un vero e proprio crollo, attestandosi a 6,5 Gmc (-22% rispetto al 2011).

Dopo l’impennata di febbraio causata dall’ondata di freddo (+19%), riprende la tendenza del mercato italiano a contrarsi, iniziata nell’ottobre scorso. Secondo quanto riportato dal GME, la riduzione dei consumi di marzo si è concentrata soprattutto nel settore residenziale (-28%) e in quello termoelettrico (-22%), ancora penalizzato dal boom delle rinnovabili; in flessione solo contenuta gli usi industriali (-4%).