L’Europa occidentale e il gas russo

L'Europa occidentale e il gas russoSlides relative alla lezione «L’Europa occidentale e il gas russo», tenuta presso l’Università degli Studi di Pavia (13 Maggio 2013).

Avviso: data l’omogeneità di temi e la prossimità temporale, le slides sono quasi tutte uguali a quelle della lezione «Russian Gas for Western Europe. Energy Security in a Changing International System». L’aggiunta principale è quella di due slides con di alcuni dati di Gazprom Export.

I contratti di Gazprom non li paghiamo noi

I contratti Gazprom li paghiamo noiIl gas naturale riesce ogni tanto ad attrarre interesse anche al di fuori degli addetti ai lavori (soprattutto quando si parla di bollette).

Massimo Riva paventa sul blog dell”Espresso il rischio che siano i consumatori italiani a pagare i costi dei contratti di lungo periodo con clausola ToP che Eni ha in essere con Gazprom. Il riferimento è al meccanismo di capacity payment invocato da Eni e in parte proposto dall’Autorità a novembre come assicurazione di prezzo, che però l’Autorità stessa ha poi rimosso nella proposta di febbraio.

Giuste le preoccupazioni di Riva (e di Passera), ma fortunatamente pericolo scampato. Anzi: l’Autorità sembra aver preso atto che ogni concessione fatta a Eni in materia di alleggerimento degli oneri derivanti dai contratti indicizzati al petrolio sottoscritti con Gazprom andrebbe, al momento della rinegoziazione, immediatamente incamerata dall’azienda russa. Senza evidenti benefici per Eni: essendo le rinegoziazioni relative all’eccesso di onerosità delle forniture russe, ogni risparmio si tradurrebbe in un mancato sconto.

Un pericolo più evidente è invece quello che nelle analisi si diffonda la convinzione che i profondi cambiamenti avvenuti nel mercato statunitense si trasmettano al di qua dell’Atlantico. Tramotanta (al momento) l’ipotesi di una rivoluzione del non convenzionale in Europa, uno scenario da più parti ipotizzato è quello di un mercato europeo inondato di economicissimo GNL americano.

Due problemi spiccano: uno, i volumi che gli operatori statunitensi riuscirebbero a esportare è quantomeno dubbio e sicuramente limitato da pressioni politiche. Due: avrebbe economicamente molto senso dirigere flussi ingenti di esportazioni (con i relativi investimenti infrastrutturali) verso un mercato stagnante e con un eccesso di capacità di importazione? È lecito dubitarne.

Più che il GNL statunitense, ad allarmare i tradizionali fornitori europei – quelli sì obbligati ad espotare in UE – è piuttosto l’incapacità dei decisori politici di far ripartire l’economia europea. Come dar loro torto?

 

La SEN guarda (poco) all’Europa

SEN: e l’Europa dov’è?Dopo i commenti di Stagnaro e Tabarelli al dibattito sulla SEN lanciato da Formiche, è difficile aggiungere qualcosa.

Tuttavia, un dato più politico che “tecnico” mi pare evidente: la strategia guarda all’Europa molto di sfuggita e – in fondo – senza vederci una reale prospettiva di azione politica. Ho provato a dirlo in un post: SEN: e l’Europa dov’è?.

Un caveat: sono convinto che la prospettiva europea sia allo stesso tempo desiderabile e necessaria. E sono altrettanto convinto che le istituzioni attualmente esistenti non siano all’altezza del compito.

Adeguatezza e sicurezza nel mercato interno dell’energia

Sono state pubblicate le presentazioni dei relatori che dieci giorni fa si sono incontrati a Fiesole alla Florence School of Regulation per parlare di sicurezza e adeguatezza della capacità nel mercato interno dell’energia elettrica.

Tra i partecipanti vi sono stati numerosi esponenti delle autorità di settore e della Commissione europea. Un’ottica dunque non solo accademica; anzi, a prevalere sono state considerazioni emerse nella gestione pratica dei sistemi elettrici europei e non.

Per chi volesse avere un idea più dettagliata dei temi discussi e dei riferimenti fatti è possibile scaricare le presentazioni direttamente dal sito della scuola.

Chissà se anche qualche membro dell’attuale competizione elettorale si soffermerà qualche minuto su questi argomenti nelle prossime due settimane…

Gas, i fatti del 2012

Gas, 2012 in pillole - Gionata Picchio - AgiEnergiaGionata Picchio propone su AgiEnergia una sintetica ma completa panoramica dei principali fatti del mondo del gas naturale italiano nel 2012.

Tra le tendenze da ricordare, il calo dei consumi (nonostante il grande freddo di febbraio), i passi avanti del mercato (scorporo di Snam e assegnazione quotidiana della capacità TAP) e Gazprom protagonista su più fronti (Nord Stream, South Stream, rinegoziazioni, indagini della Commissione).