Europarlamento – Scheda di sintesi su Gazprom

Segnaliamo una scheda di sintesi, predisposta per il servizio ricerche del Parlamento europeo, sul Nord Stream 2. Il progetto è tornato recentemente al centro dell’attenzione, questa volta per i possibili effetti delle sanzioni statunitensi alla Russia e per la ferma reazione europea all’ipotesi.

La scheda è un documento equilibrato, ricco di links e di riferimenti per farsi un’idea iniziale sull’infrastruttura ed eventualmente approfondirne i diversi aspetti.

Gazprom's controversial Nord Stream 2 pipeline

ENTSOG – La rete europea del gas

 ENTSOG - The European Natural Gas Network (Capacities at cross-border points on the primary market)La European Network of Transmission System Operators for Gas (ENTSOG) ha pubblicato la versione aggiornata della sua cartina della rete europea di trasmissione del gas, The European Natural Gas Network (Capacities at cross-border points on the primary market).

La cartina fornisce una mappatura di tutte le principali linee di trasmissione ed è corredata di un utilissimo database con il dettaglio della capacità di trasmissione a tutti  i punti di confine.

GME – La lunga strada verso un’Europa più sicura

GME - Newsletter 105, 06/2017Segnaliamo l’articolo di Claudia Checchi, Andrea Coletta e Roberta d’Alessandro (REF-E) dal titolo La lunga strada verso un’Europa più sicura, pubblicato sulla newsletter di giugno del GME.

Il contributo fa il punto in modo efficace e sintetico sulla proposta di regolamento europeo sulla sicurezza degli approvvigionamenti di gas (che dovrebbe sostituire il Regolamento 994/2010) e sulle principali questioni aperte. Particolarmente significativi due passaggi:

  • “Un considerevole punto di svolta è segnato dal superamento di una definizione rigida di volumi di solidarietà, potendo ammettere sotto tale definizione, secondo la nuova proposta, anche le forniture ai termoelettrici, fino ad ora escluse dalla tutela. Per il nostro Paese e per quelli fortemente dipendenti da generazione elettrica a gas, potrebbe essere una rilevante modifica idonea a garantire un efficace livello di sicurezza per l’intero sistema energetico nazionale.”

  • “La maggiore titolarità riconosciuta alle autorità nazionali e alla Commissione è un passo verso la maggior trasparenza, anche se, ai fini del risk assessment, la definizione non chiara dell’autorità competente a cui comunicare modifiche o nuove contrattualizzazioni potrebbe pregiudicare notevolmente la solida costruzione di una raccolta delle informazioni contrattuali rilevanti, nonché una valutazione corretta del rischio di approvvigionamento di un paese e della regione.”

Per completezza – visto che nel testo è citato più volte – segnaliamo anche il Piano d’emergenza vigente nel nostro Paese, ai sensi del Regolamento 994/2010.

 

MiSE – Aperta la consultazione pubblica sulla SEN

MiSE - Aperta la consultazione pubblica sulla SEN2017Segnaliamo che il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato questa mattina il documento di consultazione per la versione 2017 della Strategia energetica nazionale (elaborata in collaborazione con il Ministero dell’ambiente), a cui tutti gli interessati avranno un mese di tempo per rispondere con eventuali osservazioni.

Cedigaz – Consumi in crescita nel 2016

Andamento del mercato del gas nel 2016 - CedigazSegnaliamo un post di Cedigaz che riporta i dati preliminari relativi al mercato del gas globale nel 2016. I consumi sono cresciuti dell’1,6% a 3.528 Gmc, in continuità con l’anno precedente.

In particolare, i bassi prezzi e le temperature più basse della media negli ultimi mesi dell’anno sono i fattori che hanno favorito l’aumento della domanda, nonostante gli effetti negativi del declino dell’intensità energetica, della domanda elettrica relativamente debole nei mercati OECD e la continua espansione delle rinnovabili.

Dal punto di vista geografico, le dinamiche della domanda sono state piuttosto eterogenee: a fronte di una forte espansione in Europa (+6,1%), Cina (+8%) e India (9,5%), la dinamica è stata di modesta crescita in Medio Oriente (+3%), Nord America (+0,2%) e CSI (+0,1%) e di contrazione in America Latina (-1,3%) e nel resto dell’Asia (-2%).

Cedigaz - Evoluzione della domanda di gas per area (Gmc)

In controtendenza rispetto agli anni passati, la produzione di gas globale ha invece stagnato nel corso dell’anno, a causa principalmente della riduzione degli investimenti in upstream causata dai bassi prezzi. Tra i primi dieci Paesi produttori, gli Stati Uniti e il Turkmenistan hanno fatto registrare una contrazione della produzione, mentre gli altri hanno visto una lieve crescita o, nel caso Norvegese, una sostanziale stabilità.

Nondimeno, il commercio internazionale ha continuato a crescere in modo sostenuto: +5,5%, arrivando a 1.094 Gmc. Ad aumentare sono stati sia i flussi via tubo (+5%) sia quelli via GNL (+6,7%), a testimonianza del dinamismo degli scambi e del fatto che in molti Paesi la produzione non riesce più a tenere il ritmo della domanda.

Cedigaz - Primi 10 produttori di gas nel 2016 (Gmc)

Nota interessante, secondo le previsioni di Cedigaz il surplus di GNL dovrebbe aumentare fino alla fine del decennio, sull’onda lunga degli investimenti infrastrutturali degli anni passati. Sarà molto interessante vedere quanto questa abbondanza di offerta permarrà sui mercati globali nella prima parte del prossimo decennio.

EastMed – Incognite sul progetto di gasdotto

Is the EastMed gas pipeline just another EU pipe dream?Segnaliamo un post di Simone Tagliapietra dal titolo Is the EastMed gas pipeline just another EU pipe dream? (la risposta è “tendenzialmente sì…”), pubblicato da Bruegel.

Il progetto EastMed si basa su due assunti: il fatto che le importazioni di gas dell’UE continueranno a crescere nei prossimi decenni e il fatto che dal Bacino del Levante saranno disponibili grandi volumi per l’esportazione.

Secondo Tagliapietra (e l’opinione è ampiamente condivisibile), anche se l’import europeo è destinato ad aumentare, in primo luogo a causa del declino della produzione interna, non è assolutamente detto che il gas del Mediterraneo orientale possa essere competitivo. Altri fornitori, a cominciare dalla Russia, saranno probabilmente più concorrenziali in termini di prezzi.

Inoltre, non è detto nemmeno che nella regione si sviluppi nei prossimi anni un potenziale di esportazione sufficiente a giustificare l’investimento in un tubo da parecchi miliardi di dollari con incerte prospettive di utilizzo. La nuova produzione egiziana sarà infatti destinata a soddisfare la domanda interna (che è in crescita e già oggi superiore a quella francese o turca) e a sfruttare i terminali di liquefazione già esistenti (Idku e Damietta, oggi inutilizzati), mentre la produzione israeliana continua ad essere ostacolata da problemi politici e legali e quella di Cipro per il momento parrebbe avere potenzialità meno consistenti del previsto.

Lo sviluppo di un gasdotto che unisca i flussi di Paesi diversi, inoltre, pone dei problemi di cooperazione che forse potrebbero essere superati trovando prima un accordo per l’utilizzo congiunto dei terminali egiziani. Se questa soluzione funzionerà, si potrà successivamente pensare, in una prospettiva di lungo periodo (oltre i 5 anni), a sviluppare un’ipotesi di infrastruttura più costosa e vincolante, se ci sarà abbastanza gas per i consumi regionali e per l’esportazione.

Nel complesso, insomma, EastMed sembra ad oggi avere prospettive di successo simili a quelle del Nabucco.