Snam – Il metanino

Il Metanino 2016Segnaliamo l’edizione 2016 de Il metanino, la pubblicazione annuale di Snam destinata agli investitori e utile per tracciare un quadro del contesto energetico all’interno del quale opera la società, oltre che per avere un’idea immediata delle sue attività in Italia e in Europa.

Ricco di grafici, dati e descrizioni di termini tecnici, Il Metanino è un’ottima fonte per farsi un’idea veloce ma accurata del settore gas, oltre che per attingere infografiche sul tema.

OIES – L’evoluzione del mercato ucraino del gas

Simon Pirani - Adversity and reform: Ukrainian gas market prospectsSegnaliamo uno studio dal titolo Adversity and reform: Ukrainian gas market prospects, scritto da Simon Pirani per OIES.

L’argomento principale del lavoro è che ci sono oggi due grandi questioni aperte per il mercato ucraino del gas: la prima è il difficile rapporto col fornitore russo, da cui l’Ucraina sta cercando di eliminare in modo permanente la propria dipendenza, mentre la Russia cerca di bypassare definitivamente il vicino quale Paese di transito verso l’Europa e la Turchia. Il tutto in attesa del lodo arbitrale sui contratti di vendita, atteso per aprile, e di quello sui contratti di transito, atteso per giugno.

La seconda questione aperta è quella del mercato interno del gas, con Kiev che è chiamata – dall’IMF, tra gli altri – a portare avanti un cambiamento delle (basse) tariffe del gas e una generale riforma della regolazione in senso più europeo.

L’argomentazione di Pirani è che la questione delle tensioni con Mosca dovrebbe ridursi dopo il 2019, quando scadranno i vigenti contratti decennali, in un contesto nel quale molto probabilmente saranno già operative nuove infrastrutture, come la prima linea del Turk Stream, e i due Paesi avranno ridotto la propria interdipendenza. Parallelamente, invece, a venire in primo piano dovrebbero essere i problemi relativi alle dinamiche interne al mercato ucraino, dove lo sviluppo di una nuova regolamentazione potrebbe incontrare forte opposizione.

Tra i materiali che completano il testo, particolarmente interessante la tabella con volumi e prezzi del gas importato in Ucraina dal 2014. Secondo quanto riportato, a partire dal 2015 il gas (di provenienza russa) riesportato via UE è stato sistematicamente più caro del gas importato direttamente dalla Russia, i cui volumi sono peraltro stati ridotti a zero nel corso del 2016.

Gas imports into Ukraine (Pirani 2017)Tutte le importazioni di Kiev dell’anno scorso sono arrivate nel Paese via Slovacchia, Polonia e Ungheria, per un totale di 11 Gmc e un controvalore di 2,24 miliardi di dollari: sarebbe interessante sapere la situazione dei pagamenti per queste forniture, per comprendere meglio la sostenibilità del nuovo equilibrio nel mercato dell’Europa orientale.

Commissione vs Gazprom: pubblicati gli impegni

Gazprom’s proposed measures to remedy competition concernsIl procedimento della Commissione europea contro Gazprom per abuso di posizione dominante, avviato nel 2012, sembra finalmente giunto a un punto di svolta. La DG Comp ha infatti oggi pubblicato e messo in consultazione le proposte formulate da Gazprom per conciliare le proprie pratiche commerciali in Europa orientale con la normativa europea.

Per quanto riguarda la rivendita, Gazprom si impegna, tra l’altro, ad eliminare per sempre sia le limitazioni esplicite (e.g. divieto di riesportazione o clausole di destinazione), sia disincentivi al re-export (e.g. diritto per la stessa Gazprom a partecipare ai relativi utili).

Per quanto riguarda i prezzi, Gazprom si impegna a rivedere le clausole sulla revisione, introducendo tra l’altro benchmark competitivi (tra cui “i prezzi medi ponderati alla frontiera di Germania, Francia e Italia” e l’andamento degli hub liquidi dell’Europa Continentale) e aumentando la frequenza e la rapidità delle revisioni.

Formalmente la questione non è ancora del tutto chiusa, Gazprom ha ancora tanti avversari, a cominciare dal Governo polacco. Tuttavia la pubblicazione della consultazione e la nota di accompagnamento della Commissaria Margrethe Vestager sono un’indicazione piuttosto chiara: “Riteniamo che gli impegni di Gazprom consentiranno il libero flusso di gas nell’Europa centrale e orientale a prezzi competitivi. Questi impegni vanno incontro ai nostri timori in fatto di concorrenza e forniscono una soluzione lungimirante, in linea con le norme dell’UE. Di fatto concorrono a una migliore integrazione dei mercati del gas nella regione”.

INFOGRAFICA – I flussi attraverso la rete ucraina

Segnaliamo due interessanti grafici pubblicati da Naftogaz. Il primo è relativo all’entità dei flussi in transito attraverso la rete ucraina tra il 1998 e il 2016:

Natural gas transit via Ukraine (1998-2016) (Naftogaz)

Il secondo è invece una cartina del sistema gas ucraino, con l’andamento dei flussi in entrata e in uscita ai diversi punti di scambio con l’estero (purtroppo aggiornato solo al 2015, ma presumibilmente simile a quello che si avrebbe con anche i dati 2016):

Gas flow at entry and exit points of Ukrainian GTS in 2009-2015 (Bcm) (Naftogaz)

Il Corridoio meridionale del gas

The Southern Gas Corridor: Challenges to a geopolitical approach in the EU’s external energy policySegnaliamo un rapporto dal titolo The Southern Gas Corridor: Challenges to a geopolitical approach in the EU’s external energy policy, scritto da Marco Siddi, ricercatore del Finnish Institute of International Affairs.

Il paper ricostruisce in modo agile e puntuale gli ultimi sviluppi relativi al corridoio meridionale, al suo ruolo nell’approvvigionamento energetico europeo, nonché alla sua (potenziale) competizione con Turk Stream.

Una lettura veloce per inquadrare i problemi aperti, anche sul piano geopolitico, e le prospettive di sviluppo infrastrutturale in quadrante rilevante per la diversificazione delle importazioni di gas italiane.

Gas naturale: USA esportatori netti dal 2018

Lo shale gas statunitense, dopo aver rivoluzionato il mercato interno, sta per sortire i propri effetti diretti sull’offerta di GNL a livello globale. Secondo lo scenario di riferimento dell’Annual Energy Outlook 2017 dell’EIA, già a partire dal 2018 gli Stati Uniti diventeranno un esportatore netto di gas, grazie all’entrata in funzione di 4 nuovi rigassificatori.

EIA - Natural gas trade in the AEO2017 Reference case (1980-2040)

Dopo che nel 2016 Sabine Pass ha iniziato le operazioni, altri quattro (Cove Point, Corpus Christi LNG, Cameron LNG terminal, Freeport LNG) sono a diversi stati di completamento e inizieranno entro il 2020 a portare il gas statunitense sul mercato globale. Complessivamente, la capacità dei cinque punti di esportazioni sarà di 95 Gmc, rendendo gli Stati Uniti uno dei grandi fornitori mondiali di GNL, accanto a Qatar e Australia.