MiSE – La situazione energetica nazionale 2016

MiSE - La situazione energetica nazionale 2016Segnaliamo la pubblicazione da parte del MiSE dell’edizione 2016 della Situazione energetica nazionale, anticipo rispetto al consueto calendario a causa dell’imminente pubblicazione della nuova Strategia Energetica Nazionale.

I documento compendia tutti i dati relativi alla situazione energetica internazionale e all’andamento dei consumi nazionali, con dati puntuali ed esaustivi su efficienza, dipendenza dalle importazioni (75,6%), prezzi e tassazione.

Scenari energetici di riferimento

Segnaliamo alcuni dei principali scenari energetici disponibili online. Come tipicamente succede alle previsioni con un orizzonte temporale di 20-30 anni, si tratta con ogni probabilità di stime sbagliate, ma che nondimeno hanno il pregio di offrire spunti utili per la riflessione e di esplicitare (almeno in parte) i presupposti su cui si basano le scelte di policy o di investimento attuali e del prossimo futuro.

Tra le pubblicazioni disponibili:

Le 10 compagnie petrolifere più grandi al mondo – 2016

EI - 2016 Petroleum Intelligence Weekly Top 10Energy Intelligence – editore del Petroleum Intelligence Weekly – ha pubblicato l’edizione 2016 della consueta classifica delle 50 compagnie petrolifere più grandi al mondo. La classifica si basa su sei criteri: produzione di petrolio e di gas, riserve di petrolio e di gas, vendite di prodotti e capacità di raffinazione.

Online è possibile visualizzare le prime 10 posizioni. Come negli ultimi 27 anni, al primo posto si trova Saudi Aramco. Uguale all’anno scorso anche la seconda posizione dell’iraniana NIOC, mentre in terza posizione alla cinese CNPC si affianca a parimerito la statunitense ExxonMobil, l’anno scorso quarta. La venezuelana PDVSA si conferma quinta, mentre la britannica BP e la russa Rosneft salgono in sesta posizione, a parimerito. L’anglo-olandese Royal Dutch Shell perde due posizioni, posizionandosi ottava, mentre infine la russa Gazprom e  la francese Total si riconfermano rispettivamente nona e decima.

Arbitrato Gazprom/Naftogaz: decisione posticipata

Gazprom hikes Ukraine claim to $37 billion, says verdict due June 30Dal giugno 2014, Gazprom e Naftogaz sono impegnate in una battaglia legale relativa ai contratti di fornitura di gas del 2009 (semplificando, gli ucraini vogliono una riduzione dei prezzi, i russi il pagamento dei volumi non ritirati), nonché ai diritti di passaggio relativi ai flussi di esportazioni diretti in UE attraverso la rete ucraina.

Secondo quanto riportato da Platts, dopo una ripetuta escalation, il totale delle compensazioni richieste da Naftogaz sarebbe pari a 30 miliardi di dollari, mentre le richieste di Gazprom ammonterebbero a 45 miliardi di dollari.

A decidere, come da termini contrattuali, sarà la corte arbitrale di Stoccolma, che avrebbe dovuto prendere una prima decisione entro la fine di aprile, ma che secondo gli aggiornamenti avrebbe preso tempo fino alla fine del prossimo giugno.

Per avere un quadro dettagliato della vicenda, segnaliamo un report di Platts realizzato da Stuart Elliott e Fabio Reale (da cui è tratta l’infografica riportata qui sotto).

Gazprom vs Naftogaz: gas war to be settled in Stockholm? (Stuart Elliott e Fabio Reale, Platts)

Snam – Il metanino

Il Metanino 2016Segnaliamo l’edizione 2016 de Il metanino, la pubblicazione annuale di Snam destinata agli investitori e utile per tracciare un quadro del contesto energetico all’interno del quale opera la società, oltre che per avere un’idea immediata delle sue attività in Italia e in Europa.

Ricco di grafici, dati e descrizioni di termini tecnici, Il Metanino è un’ottima fonte per farsi un’idea veloce ma accurata del settore gas, oltre che per attingere infografiche sul tema.

OIES – L’evoluzione del mercato ucraino del gas

Simon Pirani - Adversity and reform: Ukrainian gas market prospectsSegnaliamo uno studio dal titolo Adversity and reform: Ukrainian gas market prospects, scritto da Simon Pirani per OIES.

L’argomento principale del lavoro è che ci sono oggi due grandi questioni aperte per il mercato ucraino del gas: la prima è il difficile rapporto col fornitore russo, da cui l’Ucraina sta cercando di eliminare in modo permanente la propria dipendenza, mentre la Russia cerca di bypassare definitivamente il vicino quale Paese di transito verso l’Europa e la Turchia. Il tutto in attesa del lodo arbitrale sui contratti di vendita, atteso per aprile, e di quello sui contratti di transito, atteso per giugno.

La seconda questione aperta è quella del mercato interno del gas, con Kiev che è chiamata – dall’IMF, tra gli altri – a portare avanti un cambiamento delle (basse) tariffe del gas e una generale riforma della regolazione in senso più europeo.

L’argomentazione di Pirani è che la questione delle tensioni con Mosca dovrebbe ridursi dopo il 2019, quando scadranno i vigenti contratti decennali, in un contesto nel quale molto probabilmente saranno già operative nuove infrastrutture, come la prima linea del Turk Stream, e i due Paesi avranno ridotto la propria interdipendenza. Parallelamente, invece, a venire in primo piano dovrebbero essere i problemi relativi alle dinamiche interne al mercato ucraino, dove lo sviluppo di una nuova regolamentazione potrebbe incontrare forte opposizione.

Tra i materiali che completano il testo, particolarmente interessante la tabella con volumi e prezzi del gas importato in Ucraina dal 2014. Secondo quanto riportato, a partire dal 2015 il gas (di provenienza russa) riesportato via UE è stato sistematicamente più caro del gas importato direttamente dalla Russia, i cui volumi sono peraltro stati ridotti a zero nel corso del 2016.

Gas imports into Ukraine (Pirani 2017)Tutte le importazioni di Kiev dell’anno scorso sono arrivate nel Paese via Slovacchia, Polonia e Ungheria, per un totale di 11 Gmc e un controvalore di 2,24 miliardi di dollari: sarebbe interessante sapere la situazione dei pagamenti per queste forniture, per comprendere meglio la sostenibilità del nuovo equilibrio nel mercato dell’Europa orientale.