Commissione vs Gazprom: pubblicati gli impegni

Gazprom’s proposed measures to remedy competition concernsIl procedimento della Commissione europea contro Gazprom per abuso di posizione dominante, avviato nel 2012, sembra finalmente giunto a un punto di svolta. La DG Comp ha infatti oggi pubblicato e messo in consultazione le proposte formulate da Gazprom per conciliare le proprie pratiche commerciali in Europa orientale con la normativa europea.

Per quanto riguarda la rivendita, Gazprom si impegna, tra l’altro, ad eliminare per sempre sia le limitazioni esplicite (e.g. divieto di riesportazione o clausole di destinazione), sia disincentivi al re-export (e.g. diritto per la stessa Gazprom a partecipare ai relativi utili).

Per quanto riguarda i prezzi, Gazprom si impegna a rivedere le clausole sulla revisione, introducendo tra l’altro benchmark competitivi (tra cui “i prezzi medi ponderati alla frontiera di Germania, Francia e Italia” e l’andamento degli hub liquidi dell’Europa Continentale) e aumentando la frequenza e la rapidità delle revisioni.

Formalmente la questione non è ancora del tutto chiusa, Gazprom ha ancora tanti avversari, a cominciare dal Governo polacco. Tuttavia la pubblicazione della consultazione e la nota di accompagnamento della Commissaria Margrethe Vestager sono un’indicazione piuttosto chiara: “Riteniamo che gli impegni di Gazprom consentiranno il libero flusso di gas nell’Europa centrale e orientale a prezzi competitivi. Questi impegni vanno incontro ai nostri timori in fatto di concorrenza e forniscono una soluzione lungimirante, in linea con le norme dell’UE. Di fatto concorrono a una migliore integrazione dei mercati del gas nella regione”.

La fuorviante narrativa dell’OPEC sull’offerta petrolifera

OPEC’s Misleading Narrative About World Oil SupplySegnaliamo un policy brief dal titolo OPEC’s Misleading Narrative About World Oil Supply, scritto da Leonardo Maugeri per il Belfer Center di Harvard.

La principale conclusione del testo è che i tagli dei produttori OPEC e non-OPEC non sono sufficienti a riassorbire l’eccesso di produzione globale e quindi, a meno che la crescita della domanda non arrivi a livelli record, nel 2017 i prezzi del greggio potrebbero essere destinati ad una nuova significativa contrazione.

Il policy brief è breve ma ricco di spunti. Per quanto riguarda la domanda, in particolare, Maugeri sottolinea come i tagli, oltre a essere piuttosto modesti, abbiano il duplice (e opposto) effetto di sostenere il prezzo e di favorire gli investimenti e quindi l’aumento dell’offerta da parte dei produttori non vincolati dall’accordo, come i produttori di non-convenzionale statunitensi.

Per quanto riguarda la domanda, Maugeri evidenzia come le prospettive non sembrino particolare incoraggianti: le stime per il 2017 sono state già riviste al ribasso da più parti e l’aumento della domanda a livello globale dovrebbe essere inferiore a 1,3 Mbbl/g (0,9 in Cina e India insieme, probabilmente meno di 0,4 nel resto del mondo), probabilmente non abbastanza per assorbire sia la nuova offerta sia l’eventuale riduzione degli stock.

INFOGRAFICA – I flussi attraverso la rete ucraina

Segnaliamo due interessanti grafici pubblicati da Naftogaz. Il primo è relativo all’entità dei flussi in transito attraverso la rete ucraina tra il 1998 e il 2016:

Natural gas transit via Ukraine (1998-2016) (Naftogaz)

Il secondo è invece una cartina del sistema gas ucraino, con l’andamento dei flussi in entrata e in uscita ai diversi punti di scambio con l’estero (purtroppo aggiornato solo al 2015, ma presumibilmente simile a quello che si avrebbe con anche i dati 2016):

Gas flow at entry and exit points of Ukrainian GTS in 2009-2015 (Bcm) (Naftogaz)

Il Corridoio meridionale del gas

The Southern Gas Corridor: Challenges to a geopolitical approach in the EU’s external energy policySegnaliamo un rapporto dal titolo The Southern Gas Corridor: Challenges to a geopolitical approach in the EU’s external energy policy, scritto da Marco Siddi, ricercatore del Finnish Institute of International Affairs.

Il paper ricostruisce in modo agile e puntuale gli ultimi sviluppi relativi al corridoio meridionale, al suo ruolo nell’approvvigionamento energetico europeo, nonché alla sua (potenziale) competizione con Turk Stream.

Una lettura veloce per inquadrare i problemi aperti, anche sul piano geopolitico, e le prospettive di sviluppo infrastrutturale in quadrante rilevante per la diversificazione delle importazioni di gas italiane.

Gas naturale: USA esportatori netti dal 2018

Lo shale gas statunitense, dopo aver rivoluzionato il mercato interno, sta per sortire i propri effetti diretti sull’offerta di GNL a livello globale. Secondo lo scenario di riferimento dell’Annual Energy Outlook 2017 dell’EIA, già a partire dal 2018 gli Stati Uniti diventeranno un esportatore netto di gas, grazie all’entrata in funzione di 4 nuovi rigassificatori.

EIA - Natural gas trade in the AEO2017 Reference case (1980-2040)

Dopo che nel 2016 Sabine Pass ha iniziato le operazioni, altri quattro (Cove Point, Corpus Christi LNG, Cameron LNG terminal, Freeport LNG) sono a diversi stati di completamento e inizieranno entro il 2020 a portare il gas statunitense sul mercato globale. Complessivamente, la capacità dei cinque punti di esportazioni sarà di 95 Gmc, rendendo gli Stati Uniti uno dei grandi fornitori mondiali di GNL, accanto a Qatar e Australia.

Consumi di gas in Italia: 2016 positivo

I consumi di gas in Italia hanno confermato nel 2016 l’andamento positivo già registrato nel corso dell’anno passato. Secondo i dati di Snam Rete Gas, il totale immesso sulla rete è stato di 68,8 Gmc (a 39 MJ/mc), 3,4 Gmc in più rispetto al 2015 (+5,2%). Il dato consolida il netto recupero dell’anno scorso, ma resta ancora distante dal 2008, ossia dal livello pre-crisi (-13,8 Gmc, -16,7%).

I consumi di gas in Italia e le variazioni rispetto all’anno precedente (miliardi di metri cubi)

A far registrare l’aumento più significativo è stato il settore termoelettrico, che ha consumato 22,7 Gmc, +2,5 rispetto al 2015 (+12,1%), grazie soprattutto a una lieve ripresa della produzione di elettricità e al calo dell’offerta idroelettrica. I consumi del settore termoelettrico sono stati nel complesso prossimi al 2012, ma sono rimasti ancora molto distanti dai livelli del 2008 (-10 Gmc, -30,6%), quando si erano attestati a 32,7 Gmc.

L’andamento dei consumi di gas in Italia per settore (2007=100)

Andamento stabile per il settore residenziale (che include anche le piccole attività commerciali), che ha fatto registrare consumi annui pari a 30,8 Gmc (+0,1 Gmc, +0,4% rispetto al 2015). Un livello non molto inferiore al 2008 (-1,8 Gmc, -5,4%), che risente anche della contrazione strutturale della domanda causata dell’efficientamento degli immobili.

Finalmente positiva la tendenza per il settore industriale, che nel corso dell’anno ha consumato 13,1 Gmc, in aumento rispetto all’anno passato (+0,6 Gmc, +4,9%), ma ancora inferiore rispetto al livello del 2008, quando i consumi erano stati pari a 14,2 Gmc (-1,2 Gmc, -8,1%).

Relativamente stabili in valore assoluto, infine, gli altri consumi (esportazioni, consumi di sistema, reti di terzi), pari a 1,9 Gmc, analoghi al 2015.

L’andamento dei consumi di gas in Italia per settore (miliardi di metri cubi)

Per quanto riguarda la distribuzione dei consumi durante l’anno, la forte stagionalità della domanda residenziale per riscaldamento si è confermata l’elemento dominante, con consumi nel primo e nel quarto trimestre prossimi a valori doppi rispetto a quelli del secondo e del terzo.

L’andamento e la composizione dei consumi di gas in Italia per trimestre (miliardi di metri cubi)