I consumi di gas tra 20 anni – 2

La Commissione Europea rappresenta il punto di riferimento istituzionale per le statistiche dell’energia e le previsioni a livello di UE. Purtroppo, la divulgazione ufficiale dei numeri lascia molto a desiderare, soprattutto a livello di tempestività.

Sul fronte statistico Eurostat ha fatto in questi anni notevoli progressi, arrivando in alcuni casi a pubblicare dati aggiornati al semestre precedente. Sul fronte delle previsioni, invece, la Commissione ha ancora tanto da lavorare.

La DG Energy mette infatti a disposizione le previsioni sulle tendenze future, ma purtroppo lo fa con tempi biblici. Basti pensare che le stime al 2030 più recenti sono state chiuse nell’estate 2010. Un documento decisamente vecchio: non occorre essere uno specialista per capire che i mercati dell’energia negli ultimi tre anni hanno conosciuto cambiamenti profondi.

In ogni, essendo i dati più recenti ufficialmente disponibili, riporto le previsioni relative alla variazione dei consumi di gas naturale.

UE a 27 - Elaborazione su dati Commissione Europea e Eurogas

Rispetto ai dati IEA, i dati della Commissione sovrastimano l’aumento di domanda fino al 2020, per poi sottostimarlo nel decennio successivo. Nonostante la posizione istituzionale della Commissione, le previsioni IEA – per quanto forse eccessivamente ottimistiche – restano quelle più credibili.

I consumi di gas tra 20 anni

Le stime sul futuro sono sempre incerte, soprattutto quando coprono un orizzonte temporale lungo. Nondimeno, sono un esercizio utile per comprendere le tendenze in atto e cercare di agire per tempo, dove necessario.

Nei mesi scorsi ho già pubblicato le elaborazioni sulle stime IEA relative ai consumi di gas per i prossimi due decenni. Ieri sera sono tornate oggetto di discussione e dunque propongo qui un grafico che ripercorre le tendenze sui consumi e sulle importazioni relative all’UE, basato sui dati pubblicati nel World Energy Outlook 2012.

UE a 27 - Elaborazione su dati IEA e Eurogas

Un dato spesso poco considerato è che le importazioni europee sono destinate a crescere a prescindere dal fatto che la domanda cresca. La produzione interna dell’UE sta infatti declinando naturalmente e non sono state al momento individuate riserve convenzionali (e quindi sfruttabili in tempi ragionevoli) tali da interrompere l’attuale declino dei campi esistenti.

UE a 27 - Elaborazione su dati IEA e Eurogas

Il sistema infrastrutturale europeo

ENTSOG System Development Map 2012 / data viewENTSOG (European Network of Transmission System Operators for Gas) ha pubblicato la versione aggiornata al 2012 della cartina del sistema infrastrutturale europeo.

Si tratta di uno strumento completo, con tutte le infrastrutture di trasporto e stoccaggio a livello continentale, corredate da una tabella completa con le capacità di trasporto punto per punto a tutti i punti di ingresso alle frontiere.

Uno strumento indispensabile per avere un quadro d’insieme della rete europea e dell’effettiva portata dei futuri sviluppi.

I consumi energetici nel 2012

Consumi energetici mondiali 2012 - quote dei principali consumatori (elaborazioni su BP2013)Secondo i dati pubblicati da BP, nel 2012 i consumi energici mondiali sono ammontati a 12.477 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), 252 in più rispetto al 2011 (+2,1%).

La Cina si è confermata il principale consumatore mondiale, con consumi pari a 2.735 Mtep, 194 in più rispetto al 2011 (+7,7%). Per avere un’idea, il solo aumento del fabbisogno cinese è stato superiore a tutta la domanda italiana. Tra il 2002 e il 2012 i consumi energici cinesi hanno fatto registrare una crescita del 9,8% annuo, arrivando a costituire il 21,9% dei consumi energetici mondiali.

Secondo mercato mondiale – da 2010 – gli Stati Uniti, con consumi pari a 2.209 Mtep (-2,5% rispetto al 2011), seguiti da UE (1.673 Mtep, -0,8%), Federazione Russa (694 Mtep, -0,3%), India (563 Mtep, +5,4%) e Giappone (478 Mtep, -0,6%). L’Italia al 15° posto (senza contare l’UE) con 162 Mtep (-4,2%).

Per quanto riguarda il paniere energetico, a livello globale continua a dominare il petrolio (33%), seguito da carbone (30%), gas naturale (24%), nucleare (4%), idroelettrico (7%) e altre rinnovabili (2%). Consumi in aumento per tutte le fonti, tranne il nucleare, che ha perso il 6,7% a causa degli effetti dell’incidente di Fukushima Dai-Chi (il settore dovrebbe comunque tornare a crescere grazie ai nuovi impianti in costruzione).

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Bilancio energetico nazionale

Bilancio energetico nazionaleIl Dipartimento per l’energia del Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il Bilancio energetico nazionale provvisorio relativo al 2012.

I dati provvisori confermano un calo generale dei consumi (-3,5%) a 178 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep).

La contrazione riguarda in particolare il petrolio (-8,1%), a 63,6 Mt, e il gas naturale (-3,9%), a 61,4 Mtep (pari a 73,2 miliardi di metri cubi), oltre alle importazioni elettriche (-5,8%), a 9,5 Mtep.

Stabile invece il consumo di combustibli fossili, a 16,6 Mtep, grazie ai prezzi particolarmente competitivi. In crescita infine, naturalmente grazie agli incentivi, la produzione da fonti rinnovabili (+9,1%), a 26,9 Mtep.

Per chi fosse interessato, metto a disposizione la mia elaborazione dei dati ufficiali pubblicati: